Carità non solo nella scia delle emozioni…Buona Pasqua veramente.

Questa che vediamo non è un’immagine che viene da chissa quale paese..ma da un paese della nostra Sicilia, proprio al centro della Sicilia. Sicilia ricca di storia  tradizioni,  bellezze naturali, archittettoniche, storiche, paesaggistiche.  Ricca in tutti i sensi. Si sono sprecati fiumi di inchiostro per raccontare la nostra isola, non solo per le sue bellezze e  ricchezze di tutti i tipi.  Un’immagine del genere non la dovremmo nemmeno vedere, eppurre ogni giorno nella storia di ciascuno di noi,  immagini come questa si ripropongono  ai nostri occhi e al nostro cuore. Ponendoci sempre lo stesso interrogativo: perchè?….perchè la povertà, l’indigenza, l’ignoranza, la disoccupazione, la solitudine…perche l’umiliazione di intere generazioni. Questi due bambini che osservano increduli con i loro occhi innocenti dovrebbero farci riflettere profondamente ed innescare una reazione a catena, come quella della bomba atomica, con una differenza fondamentale, che quella portava morte  distruzione, pianto dolore e questa,  invece,  una reazione a catena di atti d’amore, di compassione, di empatia, di conversione vera. Se c’è un mio fratello o sorella che implora in ginocchio c’è  anche una nostra responsabilità diretta o indiretta. Diretta o indiretta in base alle responsabilità e alla partecipazione che ciascuno di noi ha nella storia. Si,  quella storia grande del mondo che è fatta da piccoli pezzettini di storia di ciascuno di noi. Se ci sono delle povertà ormai stutturate nelle  quali tanti fratelli e sorelle sono ormai quasi incarcerati, senza possbilità di uscita dipende molto anche dalle scelte che ogni giorno facciamo. Da quella indifferenza che ormai sembra una malattia cronica che come un tumore invade le nostre vite e il corpo che è questa nostra società.  Questa riflessione,  però,  illuminata dal Vangelo,  rivista con chiarezza,  avendo davanti agli occhi i fatti e le parole di Gesù di Nazaret,  diventa non un misero tentativo per dare una risposta a tutto questo, ma una vera illuminazione che opera uno scardinamento dell'”impotenza dell’amore”. La passione e l’amore di Gesù verso i poveri, i derelitti e  gli esclusi,  vero tema dominante di tutto il Vangelo, assume una forza e una potenza capace di riformulare la storia. La passione, morte e risurrezione di Gesù di Nazaret collocata accanto alla povertà e alla esclusione diventa un grido di liberazione e di risurrezione per tutti coloro che immergendosi in esse e facendosi attraversare da esse ci fanno gridare assieme al centurione: veramente costui era il figlio di Dio! La Pasqua allora, si la Pasqua! La Pasqua, passaggio, liberazione, salvezza, redenzione, vita, eternità….e mille altri concetti che ciascuno di noi possiamo aggiungere ci dicono che ancora oggi essa giunge a questa nostra umanità come punto di svolta da cui ripartire per ricostruire il mondo. Ripartire dalla Pasqua, per ritrovare il senso della nostra storia, ripartire dalla Pasqua per trovare e leggere nella storia i germi di una rinnovata e ritrovata giustizia e piena dignità per tutti. Ripartire dalla Pasqua io, tu, noi. E quando la notte di Pasqua sentiremo risuonare il canto dell’Exultet  accanto al Cero Pasquale, simbolo della luce vera,  scorrerà nelle nostre menti e nel nostro cuore tutta la storia della salvezza, nella quale è tracciata tutta la misericordia e l’amore di un Dio che “non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e facendosi simile agli uomini”. E nella sua esaltazione sulla  croce porta insieme con se,  come offerta al Padre,  tutti gli inginocchiati e gli oppressi della terra, per portarli con se nella resurrezione alla vera dignità e nell’inclusione piena. E…spente le luci della Pasqua cosa resterà a noi,  se non il desiderio di vivere e lottare come fratelli per un mondo piu’ giusto dove “MIsericordia e Verità si incontreranno e giustizia e pace si baceranno”? (sal 84). Quidici giorni per la Pasqua ancora, questi, che passeranno velocissimi  ci preparino perchè sia veramente la “Pasqua buona”,  i prossimi giorni siano per noi  tempo straordinario perchè quando diremo: ” Buona Pasqua”,  questa   risuoni nei nostri orecchi e rimbombi nei nostri cuori, non come sterile augurio che nulla dice,  ma come punto di svolta che tutto cambia muore e risorge a vita nuova.  Auguri!

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