LA CARITAS TRA TEOLOGIA E ICONOGRAFIA

                         LA CARITAS TRA TEOLOGIA E ICONOGRAFIA

Domenica 17 Giugno nel salone della Caritas della Diocesi di Piazza Armerina, come indicato nel piano pastorale del nostro vescovo, si è svolto il terzo incontro formativo per gli operatori dei centri di Ascolto di Aidone, Barrafranca e Piazza Armerina.                                                                                            L’incontro è stato tenuto dal Maestro iconografo e teologo Tommaso Contarino che ha trattato il tema:   LE MISERICORDIE DI DIO NELLE ICONE.

Il Maestro ha presentato alcune icone (immagini che riflettono la sacra scrittura) mettendo in evidenza in ciascuna di loro, la Misericordia di Dio. L’icona su cui il relatore ha sviluppato il tema della Carità e quindi l’amore verso il prossimo è stata quella del “Buon Samaritano”, e ad essa veniva anche accostata l’icona del “Buon Pastore”. Entrambe descrivono con grande senso teologico e spirituale il cammino di misericordia insegnatoci da Cristo buon Pastore, e da esso il chinarsi davanti al fratello sofferente con quella carità che, descritta da San Paolo nell’” Inno alla Carità”, è l’espressione di fede più nobile che il cristiano vive.

Segno di misericordia e amore verso i fratelli sono i gesti che Cristo ha posto in diversi occasioni, e da queste sono tratte le Icone della fede che riflettono fedelmente la Sacra Scrittura. Il relatore ha presentato l’incontro come “Lectio/Riflessione”. Leggere l’icona è stare d’avanti alla Parola, in essa trovi il senso e la verità che muove la tua fede, la tua vita, il tuo donarsi ai fratelli in quanto in essi incontri il Volto del Misericordioso. Il cap. 25 del vangelo di Matteo si conclude con l’invito a riconoscere nei fratelli LUI: “quando avrete fatto questo ai miei fratelli più piccoli l’avete fatto a me”.

Altre icone sono state presentate al senso della meditazione posta in essere: “Il pianto di Cristo per la morte dell’amico Lazzaro”, “La donna da lapidare”, “Il cieco nato”, “La lavanda dei piedi prima della morte”, “La domenica di Tommaso in Albis”,” Il Padre misericordioso”.  La descrizione di queste pericopi evangeliche diventano per ognuno di noi la scuola di fede che il Cristo ha voluto lasciare come segno di non ulteriori ricerche per trovare la sua vera presenza invisibile. Egli è con noi egli è in noi Egli è colui che ogni cristiano deve trovare a configurarsi.    Dopo la magistrale presentazione della parabola del Samaritano, tutti gli operatori si sono confrontati con il Prof. Contarino mettendo in evidenza il grande valore di un centro di ascolto Caritas.    Infatti, i primi servizi che la comunità deve al prossimo è quello di assumere un atteggiamento di completa disponibilità, perché l’ascolto non è una semplice applicazione di tecniche ma una relazione di aiuto per ricercare insieme le soluzioni più adeguate ai problemi. Evitare il pericolo di creare “assistiti”.

Guardare alla Persona non come a una “PRATICA da EVADERE” ma come una storia da assumere.                                                                                                     Considerare la Persona nella sua globalità e unicità in relazione al suo contesto (familiare, sociale, culturale)   In sintesi: INCONTRARE L’ALTRO, stargli accanto, consolarlo, accompagnarlo, in modo che la “vicinanza vissuta nella verità” possa aprirsi alla Carità.        
Infine tutti gli operatori sono convenuti nel comprendere il valore culturale e soprattutto spirituale  di questi incontri formativi per educarci alla carità e poter essere sempre più veri testimoni verso il prossimo che Dio ci mette accanto.

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