Gela: una “Piccola Casa della Misericordia”… sempre meno piccola

Papa e don Lino Di Dio (Facebook)

La Piccola Casa della Misericordia di Gela, fondata anni fa sotto l’impulso di Papa Francesco, nel novembre scorso, ha inaugurato un dormitorio per persone senza fissa dimora, presso il Convento dei Padri Agostiniani che hanno lasciato la città per mancanza di vocazioni. Già varie persone, circa 15 italiani e vari di altre nazionalità, hanno trovato alloggio e vivono con don Lino di Dio, fondatore della Piccola Casa e rettore della Chiesa di Sant’Agostino di Gela.

“Desidero ricordare – afferma don Lino – che nel Convento di Sant’Agostino, c’è la possibilità di ospitalità gratuita notturna e di pasti caldi per i fratelli indigenti. Questa opera nata come frutto del Giubileo della Misericordia è aperta a tutti 24 ore su 24 ed è gestita solo dalla Divina Provvidenza, da privati che sostengono le nostre attività e dal lavoro che giornalmente i 120 volontari svolgono gratuitamente come assistenza domiciliare, centro di ascolto, mensa, distribuzione pacchi alimentari e vestiario, recupero scolastico e dormitorio. Ci stiamo attivando per inaugurare un poliambulatorio medico per le oltre 600 famiglie che assistiamo e per tutti coloro che chiederanno”.

“La maggior parte di noi è al caldo delle proprie case – prosegue il giovane sacerdote -. Ma tanti, invece, sono costretti a dormire per strada, al freddo, esposti a pericoli e intemperie, rischiando la vita. Soli e isolati. Sono gli invisibili della nostra città. Sono le “vite di scarto” di un mondo che esclude e che non possiamo ricordare solo quando questi nostri fratelli, ognuno con la sua storia e dignità, muore di freddo perché non c’è nessuno che si occupi di loro”.

“Attiviamoci tutti per dare loro un tetto e far sentire il calore di un abbraccio fraterno, soprattutto in questi giorni di gelo. Chiediamo a tutti di segnalare o di accompagnare questi nostri fratelli presso la nostra Piccola Casa della Misericordia sita in piazza Sant’Agostino. Ringrazio tutti coloro che ci sostengono e che ci aiuteranno a continuare questo servizio per i “piccoli”, prediletti del Signore”, conclude don Lino. (zenit.org)